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12 feb

Il contratto preliminare di compravendita

 

 

 

Il contratto preliminare di compravendita è un contratto con il quale le parti si assumono degli obblighi: il venditore promette di vendere e l’acquirente promette di comprare. Queste obbligazioni rimangono valide fino alla stipula dell’atto definitivo di compravendita.

Il preliminare è una scrittura privata (salvo i casi in cui deve essere autenticata da un notaio) ed è soggetta a registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Infatti è l’agenzia immobiliare, mediatrice del contratto, ad assumersi la responsabilità di registrarlo.

A garanzia dello stesso viene versata una caparra confirmatoria che tutela entrambe le parti. Infatti, qualora il venditore non intendesse procedere con l’atto definitivo, egli sarebbe tenuto a restituire all’acquirente il doppio di quanto versato; al contrario se fosse l’acquirente a non voler più procedere all’acquisto, il venditore ha il diritto a trattenere l’intera caparra confirmatoria.

Al momento della registrazione del preliminare viene richiesto il versamento di un’imposta fissa di € 200,00 e un’imposta del 0,5% sull’importo della caparra confirmatoria. È da sottolineare inoltre che queste somme vengono “anticipate” dall’acquirente e recuperate all’atto definitivo di compravendita. Diversamente se il preliminare prevedesse degli acconti sul prezzo di acquisto, le imposte calcolate sarebbero del 3% su tali importi (solitamente gli acconti sul prezzo vengono indicati nel caso in cui si dovesse arrivare all’atto definitivo dopo uno o due anni dalla sottoscrizione del preliminare).

L’autenticazione del notaio (stipula del preliminare con atto notarile o scrittura privata autenticata) è obbligatoria per tutti gli immobili in corso di costruzione e venduti da costruttori il cui titolo abilitativo alla costruzione sia successivo al 16 marzo del 2019. Questo perché si deve garantire il rilascio, da parte del promittente venditore costruttore, di una fideiussione con determinate caratteristiche a garanzia delle somme che il promissario acquirente versa a titolo di caparra o a titolo di acconto. In più è previsto il rilascio obbligatorio, da citare in atto definitivo, di una polizza assicurativa decennale postuma, sempre a vantaggio del promissario acquirente, per l’insorgere di eventuali vizi relativi all’immobile compravenduto.   

Il contratto preliminare di compravendita è un contratto con il quale le parti si assumono degli obblighi: il venditore promette di vendere e l’acquirente promette di comprare. Queste obbligazioni rimangono valide fino alla stipula dell’atto definitivo di compravendita.

Il preliminare è una scrittura privata (salvo i casi in cui deve essere autenticata da un notaio) ed è soggetta a registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Infatti è l’agenzia immobiliare, mediatrice del contratto, ad assumersi la responsabilità di registrarlo.

A garanzia dello stesso viene versata una caparra confirmatoria che tutela entrambe le parti. Infatti, qualora il venditore non intendesse procedere con l’atto definitivo, egli sarebbe tenuto a restituire all’acquirente il doppio di quanto versato; al contrario se fosse l’acquirente a non voler più procedere all’acquisto, il venditore ha il diritto a trattenere l’intera caparra confirmatoria.

Al momento della registrazione del preliminare viene richiesto il versamento di un’imposta fissa di € 200,00 e un’imposta del 0,5% sull’importo della caparra confirmatoria. È da sottolineare inoltre che queste somme vengono “anticipate” dall’acquirente e recuperate all’atto definitivo di compravendita. Diversamente se il preliminare prevedesse degli acconti sul prezzo di acquisto, le imposte calcolate sarebbero del 3% su tali importi (solitamente gli acconti sul prezzo vengono indicati nel caso in cui si dovesse arrivare all’atto definitivo dopo uno o due anni dalla sottoscrizione del preliminare).

L’autenticazione del notaio (stipula del preliminare con atto notarile o scrittura privata autenticata) è obbligatoria per tutti gli immobili in corso di costruzione e venduti da costruttori il cui titolo abilitativo alla costruzione sia successivo al 16 marzo del 2019. Questo perché si deve garantire il rilascio, da parte del promittente venditore costruttore, di una fideiussione con determinate caratteristiche a garanzia delle somme che il promissario acquirente versa a titolo di caparra o a titolo di acconto. In più è previsto il rilascio obbligatorio, da citare in atto definitivo, di una polizza assicurativa decennale postuma, sempre a vantaggio del promissario acquirente, per l’insorgere di eventuali vizi relativi all’immobile compravenduto.   

Sicuramente sottoscrivere un contratto preliminare fa passare notti più serene, tuttavia se i tempi per attendere il rogito fossero relativamente brevi (un paio di settimane), esso non sarebbe indispensabile.